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La Cina è una minaccia?

Attualmente possiamo affermare che la società soffre di due gradi problemi: la diseguaglianza e la perdita di identità. Ciò comporta, da un lato, lo sfaldamento del tessuto sociale, a causa dell’ aumento delle disparità all’interno delle economie avanzate; dall’altro la tendenza delle società a chiudersi sempre più in se stesse.

Di fronte a tali problemi ci si chiede prima di tutto quale ne sia la causa e in secondo luogo perché questi fenomeni abbiano colpito in modo differente i vari stati. La globalizzazione -apertura dei commerci a livello mondiale- può essere considerata il punto di partenza e causa delle disuguaglianze nazionali per il semplice fatto che « crea vincitori e vinti». I paesi in possesso di merci pregiate e rare si sono trovati di fronte alla possibilità di vendere in un mercato molto più grande. Chi invece non era specializzato non ha potuto competere adeguatamente.


Ma per capire la causa profonda di questi ultimi cambiamenti bisogna andare dall’altra parte del mondo: la Cina. L’ascesa cinese ha comportato un ribilanciamento del potere a livello globale. Il suo vero motore è l’economia (crescita pari al 8-9% l’anno) che da sola può competere con l’intero blocco atlantico. A partire dal 2000 la traiettoria cinese è diventata chiara soprattutto in alcuni settori chiave come l’ambito della marina militare e l’ambito nucleare. Settori che potrebbero eguagliare o addirittura superare gli Stati Uniti i quali attualmente guardano tale potenza come una minaccia reale. La Cina è un paese autoritario che non ha sottoscritto trattati circa la violenza, che si trova in una posizione piuttosto arretrata rispetto alle politiche welfare e che domani, inevitabilmente, deterrà il controllo dell’economia mondiale; questa prospettiva, soprattutto in Europa, spaventa.

È stimato che nel 2030 la Cina diverrà potente almeno quanto gli Stati Uniti, come cambierà allora il mondo?

Redatto da Silvia Leopizzi


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